
Il tema nell'immagine /ideato da Giuseppe Scognamiglio
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Insieme all'arte per scuotere
l'animo umano

POVERI MA TRISTI
Che cos’è la povertà? Una volta, nella società tradizionale, coincideva con una condizione di privazione materiale, cioè non disporre delle cose essenziali per vivere . Oggi, nella società consumistica, qualcosa è cambiato. La disponibilità di beni è aumentata: sempre più persone possono disporre di merci e servizi per rendere più comoda la vita. In rapporto all’ieri, dovremmo essere tutti, cioè la maggioranza, più ricchi o, almeno, non più poveri. In effetti non è così! Perché?
Diversi i motivi. Tra questi la ridefinizione del rapporto tra beni e benessere. L’equazione originaria più beni disponibili= migliore qualità della vita appare sensibilmente cambiata, soprattutto alla luce del crescente divario economico tra masse di persone non abbienti, impoverite dalla continua contrazione dei redditi da lavoro dipendente, e ristrette élites che, grazie al profitto delocalizzato, alla speculazione finanziaria e, per una parte in espansione, al circuito dell’economia illegale, vivono un privilegio economico e sociale .
E se il marketing globale, nel quale respiriamo quotidianamente la nostra vita, liberalizza il credito come mezzo per il facile accesso alle merci, il risultato non può che essere un crescente indebitamento . Due facce della stessa medaglia: a fronte di un grave impoverimento dei più, la società dei consumi propone la soluzione del pagamento dilazionato, spalmato nel tempo, dietro il quale si svolge l’ansiosa rincorsa di quanti, e non sono pochi, scelgono di salire sulla giostra . E’ una doppia realtà: le luci del benessere vengono oscurate dall’ombra speculare del malessere. Mentre consumiamo beni e servizi che ci dovrebbero alleggerire l’esistenza, rendendola più comoda, sosteniamo la fatica e l’affanno di risolvere il debito che appesantisce i nostri bilanci. L’azione pubblicitaria e l’immaginario commerciale, impegnati con potenti mezzi, in ogni istante e senza interruzione, a rappresentare un mondo effimero e deformato ad uso e consumo degli interessi dei poteri economici piccoli e grandi, determinano un appannamento generale delle coscienze che mescola vita e consumo, esistenza e lavoro. Che cos’è, quindi, oggi la povertà? E’ una nuova condizione, in cui, alla maggiore disponibilità di beni e servizi si affianca, per sostenere il debito generato dall’impoverimento diffuso, una fatica fisica e spirituale,che rende la maggioranza di noi tutti non solo più poveri, ma anche più tristi.
E’ un po’ come andare a letto la sera e, pensando a come è stata la giornata, ricordare solo ciò che abbiamo fatto al lavoro, cosa abbiamo acquistato al supermercato, quanto tempo abbiamo passato in auto nel traffico, le prossime bollette da pagare e magari, nell’ attimo prima di addormentarci, proporci, per il fine settimana, di leggere un libro o ascoltare musica o ammirare un paesaggio o dedicare del tempo alle persone care. Buona notte!!